CAFFÈ LETTERARIO

UN CAFFÈ LETTERARIO DISTOPICO

Incontri fra giovani studenti per uno scambio culturale un po’ creativo

IMG-20160516-WA0012 2Una semplice bevanda calda ha da sempre accompagnato menti brillanti durante incontri, scambi di opinioni, discussioni fra letterati e uomini di cultura che, così facendo, hanno creato un ambiente sociale di stimolo a coloro che osservavano incantati da lontano. Con lo stimolo di eguagliare tali incontri, lo scorso 4 Marzo, presso il salone dell’Educandato San Benedetto, si sono riunite le tre classi quinte dell’Istituto Tecnico e del Liceo delle Scienze Umane per svolgere un incontro letterario, d’ispirazione agli incontri culturali di metà Ottocento che avvenivano in prestigiosi caffè , e discutere sul tema delle distopie. L’incontro è stato proposto e seguito dai due docenti di lettere e storia prof.essa Annapaola Baratto e prof. Alberto Costantini, coordinatore del progetto,con l’obiettivo di far analizzare e dibattere su esempi di letteratura fantastica alternativi rispetto alla letteratura d’evasione e autori spesso non studiati durante il programma scolastico, che possano anche integrare il percorso successivo dell’esame di maturità.
L’argomento di questo primo “caffè letterario” riguardava le distopie, ovvero rappresentazioni di società future dove sia la politica che la tecnologia sono esasperate in modo negativo; si è iniziato con un’analisi da parte della prof.ssa Antonella Giorgetta sul tema, che ha messo in evidenza le principali 1984caratteristiche di questo genere letterario apportando anche tre esempi molto conosciuti: “1984” di George Orwell, “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley e “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury. Come influisce la letteratura fantastica sull’uomo? Ed è solo immaginazione oppure c’è un qualche fondo di verità? I partecipanti hanno potuto osservare come i mondi, o le caratteristiche sociali, proposte dai tre romanzi non siano molto distanti dall’attualità, e come l’uso spasmodico della tecnologia immaginato dagli autori, l’assenza di comunicazione e il controllo sulle masse siano ormai una grave realtà. In “1984” ad esempio si può notare la creazione di un “Grande Fratello” mondiale, che controlla gli uomini, li stordisce con i media e reprime i sovversivi con la forza e la paura, ricalcando lo stile del totalitarismo sovietico; simile è il romanzo di Huxley, dove i cittadini sono condizionati già dalla nascita a pensare e vivere in un certo modo, appartengono a caste diverse ed ogni frustrazione si elimina con l’uso di una droga di stato chiamata Soma. Diverso dai precedenti è “Fahrenheit 451”, in questo caso infatti tutti i libri vengono bruciati da particolari corpi dei vigili del fuoco, richiamando i roghi di libri del periodo nazista, e le persone devono seguire le regole e i principi imposti dalla televisione di Stato.
A seguito della presentazione introduttiva, gli studenti si sono divisi in quattro gruppi e ad ognuno di brave_new_world_book_cover_by_meifuessi è stato consegnato un foglio-guida per dibattere sull’argomento. Siamo diventati più liberi o più schiavi con l’evolversi della storia? La divisione in classi sociali è destinata a crescere o a diminuire nel futuro? E’ giusto pensare che i futuri distopici proposti siano solo pura fantasia? Gli studenti avevano la possibilità di gustare the, caffè o cioccolata calda con biscotti mentre parlavano fra loro condividendo idee, esperienze ed opinioni. Non a caso gli studenti coinvolti appartengono ad istituti diversi, uno di ambito più tecnico-economico e uno sociale-giuridico, in modo tale che si possano condividere conoscenze diverse e giungere ad un vero confronto. Al termine della discussione, ogni gruppo ha deciso un proprio rappresentante che potesse esporre agli altri le conclusioni ottenute.
Hanno dato il via all’esposizione due ragazze dell’Istituto tecnico, che come esempio di possibile distopia reale hanno portato il controllo della società da parte dei sistemi informatici, uno fra tutti Google, e di come la libertà personale, creduta oggigiorno illimitata, sia possibile solo in certi casi: lo spazio virtuale infatti permette all’uomo di avere una scelta vastissima su oggetti, cibi, informazioni, ma poi tutto ciò viene pilotato da grandi aziende, multinazionali, media come la televisione, che studiano l’uomo in modo da gestirlo a loro piacimento e fargli vedere solo un “lato della luna”; inoltre i libri hanno sefahmpre minor rilevanza, ve ne sono presenti talmente tanti che spesso il livello letterario è molto basso, e perciò vengono messi da parte. La capogruppo del secondo insieme di studenti ha ripreso il tema della letterature e dell’istruzione, e correlato all’esempio di “Fahrenheit 451” ha affermato che i vari Governi e Stati sono motivati a bloccare la conoscenza e la diffusione dei libri, in modo tale da poter essere portavoce di un’unica idea, giusta e innegabile; inoltre, ha ricordato come il diritto di espressione sia fondamentale in una società civile moderna: si può dire quindi che il futuro solo immaginato nei romanzi non sia poi così inverosimile. In seguito è intervenuta la rappresentante del terzo gruppo, e si è concentrata sul tema della felicità nei vari mondi distopici: in quasi tutti i romanzi proposti, gli Stati hanno come obiettivo la felicità dei propri cittadini, in modo tale che essi vivano un’esistenza pacifica; è da notare però che questa felicità è priva di sentimento, perché può essere anche generata da sostanze stupefacenti,perciò vivere senza emozioni si può definire come semplice esistenza passiva? E’ una domanda alla quale con difficoltà si arriva ad una risposta certa.
A conclusione di questo dibattito è intervenuta l’ultima capogruppo, esemplificando una breve trama di possibile romanzo distopico creato sul momento dagli studenti: un’isola in cui per i cittadini è normale essere cannibali, simbolo di “normalità disumana”, e come protagonisti una famiglia che riconosce questo errore e cerca IMG-20160516-WA0001di sopravvivere all’interno di una grotta; con l’andare del tempo però essi soccomberanno, e come testamento di questa coscienza in un mondo anormale rimarrà il loro diario, con la speranza che altri possano ritornare ad avere dei principi umani.
Si può quindi dire che questo incontro ha raggiunto un confronto fra gli studenti su un argomento che, seppur fantastico, ha un fondo di verità che non può essere ignorato, e che spesso permette riflessioni sul mondo che ci circonda e sulle nostre abitudini. Data la partecipazione interessata, si è deciso di approfondire la discussioni in altri due incontri, il primo avverrà in un bar pubblico della città di Montagnana, dove anche i passanti per un breve caffè potranno ascoltare gli interventi degli studenti, sempre sul tema delle distopie; l’ultimo incontro invece è ancora da definirsi, ma sarà conclusivo del progetto realizzato e avverrà verso la fine di Aprile.
Anche il più piccolo mondo immaginato potrà essere il palcoscenico per un futuro più prossimo, perciò lasciamo che anche la più giovane mente possa crearlo. Accompagnata da una deliziosa tazza di cioccolata calda.
Giorgia Miotto

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