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LABORATORIO LINGUISTICO E NINNE NANNE

NOI: SENZA FRONTIERE

LABORATORIO LINGUISTICO E NINNE NANNE

RIFLESSIONI E PENSIERI

L’Educandato “San Benedetto” attiva da tre anni i corsi pomeridiani di Italiano L2 per gli allievi di madrelingua cinese. La mediatrice culturale, dott. Roberta di Salvatore, coadiuva i docenti non solo nell’insegnamento delle discipline curriculari, ma anche – e principalmente – nel conseguimento dell’obiettivo più importante e più difficile: fare in modo che i ragazzi di madrelingua cinese si sentano a casa, dar loro modo di sentirsi realizzati e sviluppare abilità e competenze che li rendano fieri di se stessi e del proprio bilinguismo. Quest’anno, la collaborazione attiva della mediatrice ha permesso la realizzazione di un laboratorio linguistico nella classe IIA SSIG, un progetto volto a confrontare identità, condividere esperienze e dimostrare, mediante le identità fra lingue diverse, che il valore della fratellanza ha radici concrete e tangibili.

A questo progetto abbiamo lavorato sia noi che i nostri compagni di nazionalità cinese, che – durante il corso pomeridiano con la professoressa Roberta,  hanno prodotto una serie di poesie che riguardano la personalità di ognuno. Per loro non deve essere stato semplice scrivere delle poesie così belle in una lingua che non è stata facile da imparare.

LA PRESENTAZIONE CREATIVA (POESIA) –

“IO SONO…”
SONO IMPORTANTE
 IO SONO alto come un albero
Come al fiore serve il sole
SONO UN FUOCO in inverno
Come le stelle vicino alla luna
Sono importante per te…
…come alle persone servono gli alberi
Li Marco (3B, SSIG)

SONO VIVACE
Io sono Shishi.
Come un arcobaleno multicolore.
Sono un dizionario che aiuta le persone,
come il cantante Lin Jun Jie che fa sentire felici.
Sono come un cagnolino vivace che gioca con i bambini,
come la stella che brilla nel cielo buio.
Zhou Shishi (2A, SSIG)

IL MONDO NATURALE
Sono una farfalla
che vola in cielo come in una danza.
Sono un petalo di soffione
che segue il vento.
Sono una luce che illumina la strada buia.
Sono un dolce che ti fa felice,
proprio come se fosse una magia.
Chen Qing (2°, SSIG)

CIAO!
Io sono Jessica.
Come una gatta che ama la libertà.
Sono come una matita da disegno,
come una giornata di Carnevale.
Sono come un cactus,
molto potente e coraggiosa,
come una foresta
perché ho tante amiche.
Wu Jessica (2D, SSIG)

 

 

MI PRESENTO, IO SONO MATTEO
Io sono Matteo e Matteo mi chiamano.
Come un fungo spuntato nel nulla,
un fiume che scorre lentamente.
Sono imprevedibile, ma non so cosa ho in mente,
come un pesce che nuota all’infinito, ma senza meta.
Sono come uno zaino sempre pieno,
un orologio che batte lentamente,
come un neonato che ha sonno.
Yu Wei Qun Matteo (1A, ITAFM)

 

S/T
Io sono Chen Sofia.
Come una pantera americana che guida gli altri.
Sono un libro a cui serve un segnalibro,
come un topolino che guida i suoi amici a risolvere i problemi.
Sono tranquilla come la notte,
ma che presto diventa alba e dà la prima luce
alla nuova giornata.
Sono come la temperatura del cielo,
non sai mai che giornata sarà domani.
Chen Sofia (2C, SSIG)

 

Sabato, 22 settembre 2018, noi di II A SSIG siamo andati in laboratorio di informatica con la professoressa di lettere, per iniziare un laboratorio linguistico che avesse come punto di partenza il concetto della lallazione, ossia il linguaggio dei neonati.

Abbiamo completato individualmente due tabelle, cercando in Google Traduttore le parole mamma e papà, nelle diverse lingue del mondo. Successivamente, ci siamo uniti a coppie: a mano a mano che finivamo le tabelle, dovevamo rispondere ad alcune domande che ci aiutavano a focalizzare l’attenzione alle somiglianze tra i vari vocaboli, per esempio: “evidenzia in giallo le parole simili, ma in cui si alternano dentali sonore (d) a dentali sorde (t)”. La risposta che abbiamo dato è stata: dentali sonore: daddy in Inglese, daidì in Irlandese, dad in Svedese e dentali sorde: tata in Polacco, tetis in Lettone, tate in Yddish . oppure: “evidenzia in verde le parole uguali”. Abbiamo scoperto che noi diciamo papà come i nostri coetanei danesi (pappa), nigeriani, norvegesi, russi, neozelandesi, maori… E che mamma si dice mama in tedesco, rumeno, swahili… Abbiamo potuto notare che parole di diverse lingue sono simili o addirittura uguali. Insomma, con pochissime differenze, tutti i bimbi del mondo parlano la stessa lingua degli affetti!

La nostra classe è fortunata ad avere componenti con radici culturali e linguistiche diverse. Abbiamo formato dei gruppi per discutere e dare una risposta alla domanda: “ Cosa hai capito svolgendo questo lavoro?”: osserviamo che molti termini, in lingue diverse, hanno varie somiglianze dal punto di vista scritto e parlato.
Per proseguire su questo tema, la professoressa ci ha chiesto di trascrivere sul quaderno le ninne nanne che i nostri genitori ci cantavano quando eravamo neonati.
Successivamente le abbiamo condivise con i nostri compagni di classe e le abbiamo trascritte su un documento Word, inserendo immagini relative alla ninna nanna di ognuno.
Abbiamo creato un Power Point, ogni gruppo con le proprie idee, per riassumere il lavoro svolto; ognuno di noi ha portato delle immagini di quando eravamo piccoli, per  creare un calendario con le nostre foto e con evidenziata la data di nascita di ognuno.
Abbiamo anche progettato di mettere in scena nel periodo natalizio uno spettacolo che unisca le diverse ninne nanne in varie lingue, con una coreografia e un sottofondo musicale creati da noi:
ci saranno cinque attrici che reciteranno le ninne nanne in diverse lingue, Italiano, Inglese, Tedesco, Cinese e Igbo, i nostri musicisti che suoneranno diversi strumenti e, quattro ballerine che danzeranno sulle note della melodia, per sfondo ci saranno dei cartelloni e un Power Point e alcuni narratori spiegheranno il lavoro svolto.
Questo lavoro ci ha fatto capire che ogni paese ha diverse radici culturali e linguistiche che si intrecciano formando, alla fine, un’ unica radice comune e che, quando una mamma canta la ninna nanna al suo bimbo, quando un papà lo tiene tra le braccia, in tutto il mondo si celebra lo stesso miracolo, quello dell’amore.
Buon Natale a tutti.

Maria Biggin e Marta Contin

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