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Sogni d’estate.

Care famiglie,

pubblichiamo due brevi testi nel quale due allievi della I A SSIG narrano i loro sogni sulle vacanze.
Se lo meritano, per tutto il lavoro che hanno sostenuto nel corso della DAD.
Prof.ssa M. Cristina

Sogni d’estate.

È metà maggio…. di un maggio molto particolare…. segue un periodo molto lungo in cui ci sono state tolte tutte le piccole cose e abitudini quotidiane, quelle a cui non facevamo caso e che davamo per scontate ma che ora riscopriamo come preziose.

Ora, essere qui, in riva al mare…. con i piedi a bagno mi fa assaporare un po’ di questi semplici piaceri.

Sono venuto qui con la mia famiglia per passare qualche ora all’aria aperta, a camminare sulla sabbia e a farmi accarezzare dal venticello che mi spettina il ciuffo e mi fa sentire il profumo del mare.

In cartolibreria, dopo la colazione, ho comprato un libro e ogni tanto leggo un capitolo, intervallandolo con due tiri a palla o con uno spuntino.

Oggi ho deciso di portarlo con me in spiaggia perché secondo me leggere con il rumore del mare in sottofondo mi avrebbe un po’ rilassato e in un certo senso coccolato, facendomi apprezzare questi piccoli momenti di felicità.

Lungo questa spiaggia c’è una diga stupenda e noi abbiamo deciso di farci una passeggiata per arrivare al porto; mentre passeggiavamo, abbiamo visto in riva al mare e dentro all’acqua pesci e granchi che prima della quarantena era insolito vedere cosi facilmente; nel cielo invece si scorgevano gli stormi di gabbiani che volavano felicemente alla ricerca di cibo.

Tutto questo accade perché gli umani non entrano in contatto con gli ambienti che sono habitat animali.

Quando siamo arrivati al porto (alla fine della diga) io sono andato vicino al faro; lì c’è una roccia che sembrava una terrazza, scavalcandola come ho fatto ci si può esporre e lì si sente quell’aria che, essendo stati in quarantena, non si sentiva da tempo: quest’ultima da un senso di purezza e di libertà.

Piano piano siamo tornati indietro scaldati dal sole che in questi giorni sembra voglia regalarci il suo calore e passo dopo passo sono andato a sdraiarmi e a continuare la mia lettura: anche il libro stava godendo della carezza del vento e si lasciava sfogliare le pagine. Quando riprenderò in mano nel tempo questo libro mi emozionerò nel sentire ancora il profumo di quella giornata, della carezza della brezza e spero che non passi giorno in cui io presterò attenzione alle piccole e grandi cose che ogni giorno mi ritrovo a vivere.

LORENZO P.

Classe I A SSIG

È estate. Sulla spiaggia, sotto il sole, un ragazzo ha lasciato due libri sullo sdraio e si è allontanato a guardare il mare.

I due libri sono piuttosto voluminosi. Non so se il ragazzo riuscirà a leggerli entrambi durante l’estate. Infatti uno è l’Iliade, l’altro, quello che il ragazzo sta leggendo, è l’Odissea che narra le imprese e le avventure di Ulisse nel viaggio di ritorno da Troia a Itaca.

Il ragazzo guarda il mare: tutto intorno a lui scompare e si trova avvolto come in una foschia che gli fa dimenticare il presente e piano piano lo porta con la fantasia a salire sulla nave di Ulisse. Il canto delle sirene è dolcissimo e lui si lascia trasportare dalla melodia e vorrebbe raggiungere queste creature meravigliose. All’improvviso però non ode più nulla perché Ulisse gli ha tappato le orecchie con la cera, mentre lui si è fatto legare all’albero della nave per non farsi ammaliare. Passata l’isola delle Sirene, il mare diventa nero, il vento soffia forte, le onde si alzano paurosamente e il ragazzo viene scaraventato fuori dalla nave e trascinato via dalla corrente. Grida forte e lotta con tutte le sue forze per restare a galla, ma sente che sta per essere inghiottito.

Una mano leggera gli batte sulla spalla e lo riporta alla realtà. È il suo amico che lo invita a fare il bagno.

LORENZO S.

I A SSIG

Fai della tua vita un sogno, e di un sogno, una realtà (ANTOINE DE SAINT-EXUPERY)

BUONE VACANZE A TUTTI!

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estate sogno